Google interviene contro le fake news

By | febbraio 28, 2017

Con le polemiche suscitate in America, ma anche in Europa e in special modo in Italia, Google ha deciso di tagliare l’acqua ai siti di Fake News, dopo le ripetute denunce di debunker autorevoli. Google, una società sussidiaria di Alphabet, il colosso del digital marketing che ha nella ricerca il suo punto di forza, da oltre 15 anni aiuta i webmaster e i proprietari dei siti a monetizzare il proprio traffico attraverso il programma pubblicitario di AdSense.

Come funziona AdSense?
AdSense consente a chi è proprietario di un sito di ospitare all’interno delle proprie pagine degli annunci a pagamento, sul modello del pay-per-click. Se ad esempio all’interno del mio sito inserisco gli annunci di AdSense, nelle pagine compariranno delle pubblicità mirate, contestuali, che possono essere cliccate dagli utenti. Ogni click genera una visita verso il sito dell’inserzionista, che pertanto dovrà pagare Google per quella visita (ottenuta tramite il programma AdWords). A questo punto Google spartisce il suo guadagno con il webmaster. Maggiori sono le visite al sito, maggiori le possibilità di generare click pubblicitari, che nel complesso possono garantire, in un sito con centinaia di migliaia di visite al mese, ance guadagni nell’ordine di qualche migliaio di euro. Dipende molto dagli argomenti di cui si tratta e dalla remunerabilità degli annunci.

È ovvio che di fronte a una simile prospettiva negli anni siano nati siti con lo scopo specifico di ospitare pubblicità di AdSense, tanto che anche Google, per limitare l’impatto, aveva deciso di aggiornare il proprio indice secondo criteri di qualità attraverso l’algoritmo chiamato Panda. Il punto è che però spesso per attirare visite si usano argomenti scabrosi, che tendono a sollecitare gli animi più accesi, su argomenti controversi che riguardano per esempio l’immigrazione, le indagini sui politici, le opinioni politiche di determinate persone, la sicurezza personale. Con gravi ricadute sul dibattito politico, inquinato da polemiche false, basate su notizie non vere o volutamente esagerato, pubblicate al solo scopo di generare click. La dimensione del traffico che può arrivare su un sito è cambiata anche con l’avvento dei siti di social network come Facebook o Reddit, che hanno aumentato vertiginosamente il traffico verso questo genere di siti.

Per ovviare a questo problema Google ha deciso di punire in maniera esemplare chi produce contenuti artatamente falsi, volti a cercare traffico e consenso necessario ad aumentare i click verso gli annunci di AdSense. A fine gennaio Google è intervenuta con la scure su oltre 200 siti di fake news colpevoli – secondo l’azienda di Mountain View – di:

  • Ospitare la pubblicità su prodotti illegali che violano le linee guida di AdSense
  • Ospitare annunci ingannevoli
  • Pubblicare falsi annunci per il mobile
  • Annunci che promuovono o ottengono un profitto da siti pericolosi

La reazione a questa decisione è stata scomposta in alcuni casi, e non sono mancati i soliti, ridicoli appelli alla libertà di espressione. In verità Google è un’azienda privata e può decidere di regolarsi come crede, nei confronti di quei publisher (così vengono definiti i webmaster che ospitano gli annunci) violano delle linee guida. Inoltre non mancano altri sistemi di monetizzazione. Tuttavia la battaglia contro le fake news non è ancora vinta: togliere i facili guadagni basati sul click aiuta in qualche modo a disincentivare il fenomeno, ma è nel motore organico che vanno fatti passi da gigante. In attesa di capire in che modo Facebook intenda concretamente affrontare il problema.

(Visited 1 times, 1 visits today)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *