L’innovazione in campo farmacologico in relazione con l’efficacia della terapia

By | luglio 6, 2017

L’industria farmaceutica italiana sta attraversando un periodo di grande crescita caratterizzato dalla scoperta e lancio sul mercato di tanti farmaci innovativi, soprattutto di natura biologica e biotecnologica.

Ma quale è il valore terapeutico del farmaco innovativo in relazione ai costi che la sua introduzione sul mercato questo comporta? Molti nuovi farmaci immessi sul mercato hanno comportato problemi di accesso alla terapia per l’elevato costo. Tuttavia, nonostante queste criticità, ci sono stati risultati positivi.

Profonde innovazioni e trasformazioni sono dunque in atto nel settore farmaceutico, indotte anche dalla globalizzazione, dalle opportunità di una nuova rivoluzione industriale fondata sulla tecnologia digitale e robotica e dell’intelligenza artificiale.

Tuttavia non meno importanti innovazioni sono dovute ai progressi della ricerca scientifica, che ha migliorato la conoscenza dei meccanismi molecolari alla base dell’azione dei farmaci. In pratica si avvia una medicina personalizzata e preventiva sempre in relazione con la necessità di razionalizzare attività e costi.

In un recente Simposio AFI con il patrocinio dell’AIFA tenutosi a Rimini sul presente e futuro del settore farmaceutico si è parlato della valutazione clinica (beneficio e rischio) e della valutazione economica (beneficio-prezzo) mediante applicazione dell’Health Technology Assessment considerando anche la potenziale riduzione di altre voci del costo sanitario.

Si è parlato anche dell’importanza dell’efficienza terapeutica nelle reali condizioni d’uso del farmaco (effectiveness), diversa dall’efficacia dimostrata dalla ricerca sperimentale. E si introduce anche il concetto di pagamento in base ai risultati, vale a dire al rimborso del farmaco solo a quei pazienti nei quali la sua efficacia è stata dimostrata, e questo favorisce la sostenibilità del sistema.

Ultimamente molte discussioni del comparto farmaceutico vertono su questo tema.

Secondo Francesco De Santis, Vice Presidente di Farmindustria e Presidente di Italfarmaco, un’azienda presente in 37 Paesi, che genera il 70% del suo fatturato non in Italia, “L’innovazione, che si identifica nelle breakthrough therapy, richiede specifici modelli atti al bilanciamento dei costi. Nel caso dell’epatite è piuttosto semplice fare un calcolo; grazie ai nuovi farmaci anti-HCV in 12 settimane un paziente guarisce dall’epatite e mediamente si possono sottrarre dal costo del paziente guarito tutti i costi dei farmaci futuri che il paziente avrebbe dovuto assumere a lungo termine, i costi dei ricoveri che il paziente non avrà e dunque relativamente una somma che non è facile stabilire, ma che assume delle logiche facili da comprendere…”.

Ricordiamo che Italfarmaco è uno dei più importanti gruppi farmaceutici italiani, la cui fondazione risale al 1938 a Milano. Tra i suoi fattori di successo, afferma sempre Francesco De Santis, in primis vanno indicati la ricerca e l’innovazione (http://www.francescodesantis.org).

Infatti, il Gruppo Italfarmaco dispone di moderni e sofisticati impianti industriali per la produzione delle sue specialità medicinali secondo i più elevati standard qualitativi. Le aree terapeutiche di intervento sono quella cardiovascolare, immuno-oncologica, ginecologica, dermatologica, ortopedica e neurologica.

 

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